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Lenti a contatto “a spirale”: via tutti i difetti della vista in un colpo solo

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Primavera, allergie e consigli: proteggi i tuoi occhi con le lenti a contatto

La primavera porta con sé giornate più lunghe, temperature più miti e una natura in piena fioritura. Tuttavia, per molte persone, questa stagione è sinonimo di allergie. Starnuti, occhi arrossati e naso che cola sono alcuni dei sintomi più comuni, spesso aggravati dall’uso delle lenti a contatto. In questo articolo, scopriremo le cause delle allergie primaverili e forniremo consigli utili per proteggere la salute dei tuoi occhi durante questa stagione.

Le cause delle allergie primaverili

Le allergie stagionali sono causate principalmente dai pollini rilasciati da alberi, erbe e piante durante la primavera. Tra i principali responsabili troviamo:

  • Betulla
  • Ontano
  • Graminacee
  • Parietaria
  • Ulivo

Quando questi pollini vengono inalati o entrano in contatto con gli occhi, il sistema immunitario di alcune persone li riconosce erroneamente come pericolosi, scatenando una risposta allergica.

I sintomi delle allergie primaverili

  • Le reazioni allergiche possono variare da persona a persona, ma i sintomi più comuni includono:
  • Starnuti frequenti
  • Congestione nasale
  • Prurito a occhi, naso e gola
  • Lacrimazione abbondante
  • Difficoltà respiratorie nei soggetti asmatici
  • Affaticamento
  • Occhi irritati, arrossati e sensazione di corpo estraneo, particolarmente fastidiosa per chi indossa lenti a contatto.

Questi sintomi possono influire negativamente sulla qualità della vita, rendendo necessario adottare misure preventive e rimedi adeguati.

Consigli per chi indossa le lenti a contatto in primavera

Se utilizzi lenti a contatto, è importante prestare particolare attenzione alla salute dei tuoi occhi durante la stagione primaverile.

  1. Scegli lenti a contatto usa e getta

Le lenti giornaliere sono la scelta ideale in primavera, poiché evitano l’accumulo di pollini e allergeni sulla superficie delle lenti, riducendo il rischio di irritazioni.
Se non sai che lenti scegliere, abbiamo una vasta gamma tra cui scegliere .

  1. Pulisci le lenti con soluzioni specifiche

Se usi lenti a contatto mensili o bisettimanali, assicurati di pulirle accuratamente con una soluzione disinfettante per rimuovere ogni traccia di allergeni.

Se cerchi un prodotto delicato ma efficace, perfetto anche per occhi sensibili, prova New Vision Comfort Plus,  una soluzione unica che deterge, disinfetta e idrata in un solo gesto.

  1. Evita di strofinarti gli occhi

Il prurito agli occhi può essere molto fastidioso, ma strofinarli peggiora la situazione e può trasferire pollini alle lenti, aggravando l’irritazione.

  1. Usa lacrime artificiali

Le gocce oculari lubrificanti aiutano a mantenere gli occhi idratati e a eliminare eventuali particelle di polline.
Ecco i nostri suggerimenti per affrontare la stagione primaverile: Gocce oculari DROP .

  1. Proteggiti con occhiali da sole

Indossare occhiali da sole aiuta a creare una barriera fisica contro i pollini, proteggendo gli occhi e riducendo le irritazioni.

  1. Mantieni pulito l’ambiente

Utilizza purificatori d’aria con filtri HEPA, tieni le finestre chiuse nelle giornate ventose e lava frequentemente cuscini e lenzuola per ridurre la presenza di allergeni in casa.

  1. Consulta un oculista o un allergologo

Se i sintomi persistono o diventano particolarmente fastidiosi, un professionista potrà consigliarti soluzioni specifiche, come il passaggio a lenti a contatto diverse o l’uso di antistaminici oculari.

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Il metodo applicativo, controllo delle variabili e gestione dei casi complessi

La contattologia specialistica

La contattologia specialistica riguarda l’applicazione e la gestione di lenti a contatto quando le soluzioni standard non garantiscono risultati adeguati in termini di qualità visiva, tollerabilità o stabilità nel tempo. È un ambito che richiede una sequenza operativa definita: valutazione strumentale pre-applicativa, analisi del film lacrimale, scelta della tipologia di lente in funzione della morfologia corneale, verifica dell’applicazione e follow-up programmato. (Lim & Lim, 2020)

Ambiti tipici di intervento

In pratica, la contattologia specialistica si applica soprattutto a:

  • cornee irregolari (ectasie, inclusi quadri compatibili con cheratocono e forme correlate);
  • cornee modificate (post chirurgia refrattiva, esiti di trapianto corneale, traumi);
  • situazioni in cui la continuità d’uso dipende in modo critico da comfort, gestione e manutenzione. (Lim & Lim, 2020)

Scelta della tipologia di lente

Nel lavoro specialistico la scelta corretta è una lente coerente con il caso. In particolare, nella gestione delle ectasie la letteratura conferma il ruolo delle RGP per la qualità visiva, e al tempo stesso descrive l’evoluzione delle alternative (morbide specifiche, ibride, sclerali) per rispondere a vincoli di centratura, stabilità e tollerabilità che cambiano da caso a caso. (Lim & Lim, 2020)

Un punto operativo importante è che le soluzioni “ibride” rappresentano una possibilità concreta nel ventaglio specialistico: in termini generali, vengono proposte per combinare la qualità ottica di una superficie rigida con un profilo periferico più confortevole; la loro applicazione richiede selezione accurata del caso e gestione strutturata di istruzioni, maneggevolezza e controlli, perché continuità di porto e soddisfazione dipendono molto da questi aspetti. (Kloeck et al., 2021)

Le lenti sclerali rientrano anch’esse tra le opzioni disponibili nei casi complessi, con razionale legato alla stabilità e alla gestione di determinate morfologie; restano tuttavia una parte del quadro, non il centro del metodo. (van der Worp et al., 2014; Lim & Lim, 2020)

Film lacrimale, ricambio e stabilità

La riuscita di un’applicazione specialistica non dipende solo dalla geometria, ma anche dalla fisiologia del sistema lente–occhio. La letteratura sul “tear exchange/tear flushing” evidenzia che il ricambio lacrimale sotto lente è un parametro rilevante per stabilità, gestione dei detriti e comfort nel tempo, e che alcune tipologie di lenti presentano un ricambio più limitato rispetto ad altre, con possibili implicazioni sull’accumulo di detriti e sottoprodotti metabolici nello spazio post-lente. (Muntz et al., 2015)

In termini operativi questo si traduce in due obiettivi:

  • scegliere tipologia di lente e regime d’uso con criteri coerenti con il profilo del caso;
  • impostare manutenzione e follow-up per ridurre le variabili e preservare stabilità e tollerabilità nel tempo.

Film lacrimale, ricambio e stabilità

La riuscita di un’applicazione specialistica non dipende solo dalla geometria, ma anche dalla fisiologia del sistema lente–occhio. La letteratura sul “tear exchange/tear flushing” evidenzia che il ricambio lacrimale sotto lente è un parametro rilevante per stabilità, gestione dei detriti e comfort nel tempo, e che alcune tipologie di lenti presentano un ricambio più limitato rispetto ad altre, con possibili implicazioni sull’accumulo di detriti e sottoprodotti metabolici nello spazio post-lente. (Muntz et al., 2015)

In termini operativi questo si traduce in due obiettivi:

  • scegliere tipologia di lente e regime d’uso con criteri coerenti con il profilo del caso;
  • impostare manutenzione e follow-up per ridurre le variabili e preservare stabilità e tollerabilità nel tempo.